De… Matías Zaracho

De… Matías Zaracho

20 Marzo, 2019 0 di Alfredo Montalto

Ruolo Esterno alto di destra in un 4-1-3-2
Luogo di nascita Wilde, Argentina
Data di nascita 10/03/1998
Club Racing Club
Piede Destro
Altezza 1.72
Peso 65 kg


Il patrimonio del Racing Avellaneda. Colui che dopo Lautaro Martínez diventerà la nuova plusvalenza della squadra albiceleste, ma a differenza dell’interista ha portato in dote un campionato argentino che mancava da 5 anni. Accudito dal Racing, che lo ha costruito nelle giovanili e ne sta ora raccogliendo i frutti, Matías Zaracho è alla seconda stagione da titolare fisso della squadra di Avellaneda. L’esordio risale a tre anni fa, il 17 dicembre 2016 contro l’Unión. Oltre a quella del Racing, ha vestito la maglia dell’Argentina under 20, partecipando al Sudamericano e al Mondiale nel 2017, con buone prestazioni. Il 26 marzo 2019 Scaloni lo ha fatto esordire nella Selección argentina, nella partita vinta 0-1 contro il Marocco. Il 31 marzo, Zaracho ha coronato un marzo da urlo vincendo la Superliga argentina con il Racing Club.

Nella squadra di Avellaneda si è imposto subito, mettendo le radici in una squadra forte, che ha una struttura perfetta per evidenziare i propri talenti.


Momentum

📅 19/02/2019, Avellaneda, Primera División, Racing Club – Godoy Cruz 3-0: la prima doppietta di Matías Zaracho.


Caratteristiche fisiche

Zaracho è un giocatore dal baricentro orientativamente alto, un qualcosa di abbastanza inusuale data la sua altezza. Non a caso, sul campo di calcio non evidenzia i suoi 1.72 centimetri, sembrando ben più alto proprio per il suo modo di giocare: spalla dritta, gambe più lunghe del busto, un’eleganza innata. A tutto ciò abbina una gran corsa: dal 1’ al 90’ minuto si prodiga in scatti esorbitanti, spesso per andare in pressing sul portatore di palla (con una cattiveria inconsueta per giocatori con tali qualità tecniche) o per ripiegare dopo un’azione offensiva. Anche palla al piede può essere molto veloce sui 20 metri.

Zaracho è inoltre molto rapido, spesso anticipa gli avversari e a volte risulta imprendibile sul breve, costringendo il suo marcatore al fallo. Fisicamente non è robusto, è molto longilineo, ma sa comunque sfruttare al meglio il suo fisico, riuscendo in maniera efficace a proteggere il pallone dalle grinfie degli avversari.

Non ha subito ancora nessun infortunio durante la sua breve carriera.


Caratteristiche tecnico-tattiche

Fase offensiva

Capacità tecniche

Zaracho sembra giocare a pallone con lo smoking:  è uno di quei giocatori che provocano spesso godimento e venerazione. È molto spagnoleggiante nello stile, probabilmente anche perché il Racing di Avellaneda ha una matrice di gioco che sembra riprendere in molti aspetti il tiki-taka di Guardiola.

Zaracho è indubbiamente tecnico, nel senso più vasto del termine dal punto di vista calcistico. Il modo in cui riceve il pallone è efficace e galante, come anche il modo in cui lo conduce.
Anche quando riceve palla al volo e sulla corsa trova sempre il modo di addomesticarla.

Gli piace giocare palla a terra, a due tocchi, a parte quando si avventura nei suoi classici coast-to-coast ad altissima velocità. Ha l’arte del dribbling, soprattutto quando riceve palla sulla corsa e può sfruttare le sue doti atletiche e tecniche, ma anche in situazioni di palla semi-ferma quando con la suola prova a infilare il pallone fra le gambe dell’avversario. Si rivela rapidissimo nel girarsi, aggiustandosi la palla sempre con la parte inferiore del piede per effettuare il dribbling successivo.

È preciso nei lanci, utilizza con grande potenza l’interno del piede e sventaglia anche in situazioni difficili, dimostrando una grande visione di gioco.

Sa crossare bene con il piede destro, mantenendo il pallone teso e alla giusta altezza.

Il bagaglio tecnico di Matías Zaracho non si può definire ancora totalmente esplorato. A volte si esibisce in giocate impressionanti: stop di petto spalle alla porta e lancio preciso al volo alla Totti, per esempio.

L’unico limite è la discontinuità con cui esibisce queste mirabolanti qualità: incappa infatti in giornate negative in cui sbaglia più di quanto dovrebbe.

Comportamento tattico

Gioca sia trequartista, ma più spesso come fascia alta destra nel particolare 4-1-3-2 del Racing. Quest’anno crea una catena a destra con Renzo Saravia. Anche da esterno destro, viene a giocare spesso palla anche centralmente. Si sente più a suo agio da esterno, quando parte come trequartista ha più difficoltà ad entrare nel vivo del gioco.

Preferisce ricevere palla nei piedi, ma non disdegna a volte di proporsi nello spazio. Difficilmente attacca la porta nei suoi inserimenti senza palla, ma più spesso la fascia.

Non è però un individualista né un faccio-tutto-io: molto frequentemente si sottomette alla giocata più semplice, come un tocco dietro quando riceve palla, senza aver sempre l’ansia di verticalizzare o effettuare la giocata.

Peculiarità

Si inserisce anche bene sui calci d’angolo, soprattutto arrivando in corsa, e ha già segnato due gol in carriera di testa (da professionista), evidenziando un ottimo tempismo nonostante la poco imponente statura.

Gli piacciono gli scambi rapidi, di prima, per velocizzare i ritmi di gioco. Il principale fondamentale su cui non eccelle è il tiro dalla lunga distanza, non particolarmente potente. Non a caso, non è proprio un goleador: 3 gol e 3 assist in 22 presenze quest’anno, 1 gol e 2 assist in 30 presenze l’anno scorso. Perlomeno osservando i numeri, gli manca qualcosa a livello di incisività.

Fase difensiva

Comportamento tattico

Zaracho corre molto, si propone, non rimane mai fermo: è un giocatore costantemente attivo, che non si prende quasi mai pause all’interno del match, né in fase offensiva né difensiva. Effettua spesso una pressione solitaria sul portatore di palla avversaria. Rientra però velocemente, in situazioni di transizione negativa.

Non è particolarmente ligio a doveri tattici, risultando sempre utile in fase difensiva, ma mantenendo un’anarchia propria nelle coperture.

Peculiarità

La sua eleganza innata non lo rende un giocatore poco combattivo: nonostante il recupero del pallone non sia la sua giocata preferita, è spesso efficace nei contrasti, che riesce a leggere bene e a vincere frequentemente. È inoltre bravissimo ad utilizzare il fisico nelle palle contese, frapponendosi fra avversario e pallone e guadagnandosi il fallo.

Per essere un giocatore con le sue qualità tecniche fa molti falli, proprio dovuti al suo spirito di sacrificio.

L’unica situazione in cui sembra meno aggressivo sono i contrasti di testa a centrocampo, sui quali non va decisissimo.


Caratteristiche comportamentali

Nel Racing, Zaracho si assume la responsabilità delle giocate in impostazione: si fa dare spesso il pallone dai compagni – che ovviamente si fidano delle sue doti tecniche – e non ha mai paura nell’effettuare il dribbling o giocate ad alto coefficiente di difficoltà. Oltre a ciò, stupisce anche la capacità di sacrificarsi in fase difensiva è la velocità nel rientrare dopo un’azione offensiva della sua squadra.

Protesta spesso con gli arbitri, ma senza essere mai aggressivo.

Nelle partite in cui la squadra gioca peggio, tira fuori i cosiddetti “attributi”, anche se dimostra una certa frenesia nelle giocate, facendo errori inusuali per le sue qualità tecniche.

Ha giornate “di pausa” in cui si vede poco, caratteristiche di molti giovani ancora non totalmente esplosi a livello mentale.


Miglior pregio e peggior difetto

✅ Le sue qualità tecniche abbinate alla sua velocità impressionante e corsa costante lo rendono un giocatore con caratteristiche uniche nel suo genere.

❌ I numeri raccontano che, pur giocando avanzato, segna pochi gol. Dovrebbe migliorare negli inserimenti senza palla e nel fondamentale del tiro in porta.




Le 3 domande all’osservatore…

Che giocatore ricorda?

Non d’è un giocatore che assomigli in tutto e per tutto a Matías Zaracho: che giochi ala nel 4-1-3-2, che sia dotato di grande accelerazione e tecnica, che sia aggressivo in pressing, a cui piaccia giocare a uno/due tocchi a centrocampo, che sappia sventagliare alla perfezione e che abbia le sue caratteristiche fisiche. Hakan Calhanoglu – quello del Bayer Leverkusen, non la versione milanista più maldestra – è il giocatore che racchiude la maggior parte di queste caratteristiche. Zaracho, però, è più veloce e ha le qualità per diventare più forte del turco.

Quanto lo valutereste (tenendo conto delle quotazioni di mercato odierne)?

È il giocatore più importante e più di prospettiva del campionato argentino. La sua valutazione potrebbe tranquillamente già oscillare fra i 25 e i 35 milioni.

Nei maggiori campionati europei che problemi potrebbe avere?

Ciò che lo può mandare in crisi è la differenza di ritmi. In Argentina, si gioca un calcio molto lento, che permette ai giocatori più tecnici di spiccare in maniera evidente, perché non vengono messi in crisi da una fisicità che in Europa esiste. Bisogna vedere come adatterà le sue doti tecniche e atletiche a campionati più esigenti da questo punto di vista. Nonostante ciò, Zaracho sembra già avere le capacità atletiche e tecniche per reggere l’impatto. Forse ciò che gli manca è una struttura fisica più potente.