De… Callum Hudson-Odoi

De… Callum Hudson-Odoi

26 Marzo, 2019 0 di Alfredo Montalto

 

RuoloEsterno offensivo
Luogo di nascitaWandsworth, Inghilterra
Data di nascita7/11/2000
ClubChelsea
PiedeDestro  
Altezza1.77  
Peso74.5 kg

 


Il 18 marzo 2019, a 19 anni, è stato convocato per la prima volta nella nazionale inglese. Callum Hudson-Odoi è uno dei giovani più chiacchierati d’oltremanica e ha un curriculum da predestinato. È di nazionalità inglese, ma i suoi genitori sono originari del Ghana. Il padre, ex centrocampista della squadra ghanese Hearts of Oak, lo ha iniziato allo sport che presto Callum ha iniziato ad amare. A 7 anni è entrato a far parte dell’Academy del Chelsea ed è rimasto fedele ai Blues nel corso di tutto il suo percorso giovanile. Oltre ad allenarsi nella squadra londinese, diventa nel corso dell’adolescenza un football freestyler, facendosi filmare mentre esegue spettacolari tricks con il pallone fra i piedi.

Ha vinto diversi trofei nel calcio giovanile inglese, fra cui un under 18 Premier League e una FA Youth Cup. Ha anche vinto un campionato mondiale under 17 da protagonista, con due assist nella finale del torneo.

Callum Hudson-Odoi è da quest’anno un membro fisso della prima squadra di Sarri, con cui ha accumulato 24 presenze, 6 gol e 6 assist (una media di un gol ogni 224 minuti). Dalle sue performance è scaturita la convocazione di Roy Hodgson, che il giovane Hudson ha commentato con una pronosticabile metafora onirica: “Un sogno che si avvera”.


Momentum

📅  25/03/2019, Podgorica, Qualificazioni Europei, Montenegro – Inghilterra 1-5: la prima partita da titolare con la nazionale inglese, condita da assist e buone giocate.

Caratteristiche fisiche

Hudson-Odoi ha un fisico normolineo, ben strutturato a livello di spalle e di muscolatura e potente di gambe.

Questa struttura fisica gli garantisce una velocità straordinaria: è estremamente possente, rapido nel breve e potente sul lungo. In campo aperto è quasi impossibile stargli dietro. Dinamico e rapido di gambe, non usa molto il fisico nonostante sia molto atletico. Tiene bene nel duello spalla a spalla quando accelera sull’avversario, ma non è lui a ricercare il contatto.


Caratteristiche tecnico/tattiche

Fase offensiva

Capacità tecniche

Hudson-Odoi ha qualità tecniche molto importanti, che riesce ad abbinare alla sua primeggiante velocità.

Bravissimo nel controllo in corsa, che utilizza per regalarsi un tempo di gioco e assecondare poi la giocata successiva, spesso un’accelerazione palla al piede. Effettua l’uno contro uno con grandissima convinzione e con ottime skills tecniche: fanno parte del suo bagaglio il doppio passo e il tunnel all’avversario, oltre che continui movimenti di corpo per disorientarlo.

Poco incline a usare il sinistro (anche se sta migliorando in questo fondamentale), ha un’ottima sensibilità di tocco con l’esterno del piede: lo usa per qualunque cosa, dalla conduzione all’imbucata per il taglio del compagno. 

In alcuni momenti dimostra una buona visione di gioco, dando aria alla manovra con precisione e consapevolezza. In altri tende a ricercare l’azione personale in maniera ossessiva, dimenticandosi dei compagni.

Quando riceve palla nei pressi dell’area di rigore avversaria e salta il diretto marcatore, cerca o la palla forte a rimorchio o il cross teso rasoterra/a mezz’altezza. Più discontinuo nella corretta esecuzione dei cross alti.

Comportamento tattico

Nel 4-3-3 del Chelsea sarriano, Hudson-Odoi viene schierato sia a destra che a sinistra. Ha giocato anche da trequartista e da punta in passato, ma Sarri sembra averlo definitivamente posizionato sulla fascia.  Ovunque venga schierato, sa sia puntare la linea di fondo campo sia convergere verso il centro. 

Gioca bene la palla anche le poche volte in cui la riceve più centralmente, risultando preciso nel passaggio filtrante a imbeccare  i movimenti delle punte, sia alto che rasoterra: lascia intendere perché lo abbiano schierato anche da trequartista. 

È un po’ pigro nello smarcamento, rimanendo spesso fermo ad attendere il pallone. Tuttavia, nelle ultime partite, sembra stia migliorando nei movimenti senza palla. Ha imparato ad attaccare la profondità fuori linea con dei tagli in diagonale dall’esterno verso l’interno, che risultano molto pericolosi per gli avversari a causa della velocità con cui li esegue.

Il suo mantra è “controlla e punta“. Può rientrare verso l’interno o puntare l’esterno. Quando viene raddoppiato, riparte da dietro o taglia orizzontalmente alla ricerca di nuove linee di passaggio.

Legge ancora in maniera acerba la gara: attacca la profondità quando serve il supporto sul corto, oppure non allunga quando la squadra è schiacciata dal pressing avversario.

Peculiarità

Hudson-Odoi è dotato di un tiro molto potente, ma poco controllato. Calcia bene anche di mancino, sempre con buona potenza. È freddo davanti al portiere, trova l’angolo scoperto con apparente semplicità. Effettua ottimi tiri con l’interno del piede, riuscendo a imprimere grande potenza al pallone.

Si esalta in ripartenza/campo aperto, quando può sfruttare la sua invidiabile velocità.  Usa la sterzata per regalarsi tempi di gioco.

Spalle alla porta gioca sempre il pallone di prima d’esterno, oppure tende a usare sempre l’esterno per convergere verso il campo.

Sorprende spesso i difensori anticipandoli grazie alla sua rapidità e assicurandosi il possesso del pallone. Usa bene il corpo per coprire la palla e guadagnare falli. 

È molto preciso nelle giocate di prima, effettuate sempre con i giusti tempi di gioco. A volte utilizza anche il tacco per aprire il campo ai compagni. Proprio per queste sue caratteristiche, può risultare lezioso, anche perché non sa ancora scegliere il momento corretto della partita per effettuare la giocata di fino. 

È abilissimo negli scambi nel breve ed effettua degli uno-due con i compagni a una velocità impressionante (rapido sia il movimento della palla sia il suo): il dai e vai, non a caso, è una delle giocate che effettua con più continuità e che mandano maggiormente in crisi gli avversari.

A volte esegue delle ricezioni particolari, aspettando che la palla rimbalzi e controllandola a seguire con i tacchetti, in maniera molto elegante e stravagante.

Gli può capitare facilmente di andare in fuorigioco. 

Fase difensiva

Comportamento tattico

Hudson-Odoi non è un difensore e non vuole esserlo. Quando l’altra squadra ha la palla, è pigro e rientra corricchiando fino a metà campo, seguendo raramente la sovrapposizione del terzino avversario e lasciando spesso Marcos Alonso in 2 vs 1. Rimane in smarcamento preventivo sulla fascia per la ripartenza, non aiutando in fase difensiva. Non raddoppia mai, aspetta che la palla gli arrivi sui piedi dopo il contrasto/intercetto dei compagni.

Si demoralizza in fase di non possesso perché pecca in fase di posizionamento e viene preso in mezzo nel palleggio, nonostante lui provi a effettuare un blando pressing orientato verso il centro del campo. Il suo posizionamento confusionario in fase di non possesso lo porta a pressare male, sprecando energie.

Una giocata difensiva che ultimamente ha iniziato a fare è una diagonale difensiva dalla fascia verso il centro del campo, che gli permette di ostacolare chi ha la palla e, in alcuni casi, portargli via il pallone. Il taglio del campo può raggiungere la fascia opposta.

Peculiarità

I contrasti non sono certamente il suo pane quotidiano e si posiziona spesso male nell’effettuarli: in generale si può dire che Hudson-Odoi non ami la guerra. Quando viene puntato, di solito si lascia superare facilmente. Nonostante ciò, è molto rapido di gambe, qualità che gli permette di vincere molti confronti uno contro uno con gli avversari, aspettando che perdano per un secondo il controllo del pallone per rubarglielo.

Commette dei falli veniali: non si frena quando corre e colpisce l’avversario, concedendo calci piazzati (a volte da posizioni pericolose).

 


Caratteristiche comportamentali

Hudson-Odoi non sembra particolarmente intelligente nel processo di scelta delle giocate. In alcune partite, per lunghi frammenti del match cerca di superare il diretto marcatore, come se fosse un incontro di pugilato. In altre è più razionale, appare comunque in miglioramento sotto quest’aspetto. 

Non sembra essere un giocatore particolarmente carismatico. Ha però un’ottima personalità, non esibendo mai nessun tipo di paura nel momento in cui deve effettuare una giocata importante: sembra sempre sicuro dei propri mezzi. Anche per questo i compagni spesso gli passano il pallone, segno di fiducia nei suoi confronti.

Uno dei suoi problemi è una particolare indolenza nei ripiegamenti e sulle seconde palle: Hudson-Odoi non è certamente un giocatore da sciabola e battaglia, ma da fioretto e scherma. Anche tramite l’atteggiamento del corpo, di solito, dimostra sufficienza e leziosità.

Si innervosisce quando il gioco si fa troppo fisico e tende a protestare molto con gli arbitri

È comunque un giocatore in costante miglioramento: stilare questa stessa relazione è risultato difficile, siccome dall’inizio dell’anno si è evoluto moltissimo cambiando alcune delle sue caratteristiche.


Miglior pregio e peggior difetto

✅ Il dai e vai, effettuato con la sua velocità e le sue capacità tecniche, lo rende spesso immarcabile per le difese.

❌ La fase difensiva. Hudson-Odoi è troppo passivo quando gli avversari hanno la palla e deve migliorare questo aspetto in modo da rendersi più utile per la squadra in partite di sofferenza.




Le 3 domande all’osservatore…

Che giocatore ricorda?

Per skills, dribbling e fisico ricorda Daniel Sturridge negli anni della sua esplosione al Liverpool. Le principali differenze fra i due sono il baricentro – quello di Hudson-Odoi è più alto – e il piede preferito (Sturridge è mancino).

Quale potrebbe essere la sua valutazione economica (tenendo conto delle quotazioni di mercato odierne)?

Può valere già 35 milioni, avendo mostrato qualità importanti nel campionato più importante del mondo, la Premier. L’età e la precoce convocazione in nazionale giustificherebbero ulteriormente un prezzo tanto alto.

Da titolare fisso del Chelsea che problemi potrebbe avere?

La fase difensiva, il rimanere dentro la partita a livello di concentrazione per 90 minuti e i falli poco intelligenti che commette. Sono tre difetti del suo gioco che potrebbero compromettere partite importanti, ma in cui può migliorare.